un post che parla di Celentano sul celebre blog americano Boing Boing non è cosa da tutti i giorni. Il sito gestito da Cory Doctorow è infatti un baluardo della cultura geek e una impareggiabile vetrina delle ultime tendenze della digital art e di quant'altro di più innovativo esista in rete. Ma forse proprio queste caratteristiche hanno permesso di riconoscere in Celentano un vero precursore dei tempi, in particolare con il suo pezzo proto hip-hop del 1972 "Prisencolinensinainciusol" . Un riconoscimento tardivo ma gradito per l'autorevolezza della fonte, e che rimbalziamo per totale condivisione!
Il video del primo singolo estratto da Heligoland, quinto album dei Massive Attack, è una specie di intervista all'ex pornostar Georgina Spelvin e contiene alcune scene del suo film del 1973 "The Devil in Miss Jones". Occhio al bollino rosso perciò, si tratta di roba decisamente NSFW!
Update: il video aveva un fastidioso autoplay, quindi l'ho sostituito con uno screenshot. Per vederlo cliccate sull'immagine. Versione small size a questo link.
Il video con le donne culturiste è a dir poco ridicolo e dal sapore decisamente eighties... lo trovo geniale! Se ci aggiungete che "Under Control" è un singolo bello carico ed azzeccato, i Good Shoes meritano sicuramente una segnalazione.
Già postato su queste pagine qualche annetto fa, il quartetto inglese è ora in procinto di pubblicare un nuovo album, dal titolo non proprio ottimista di "No Hope, No Future".
Per saperne di più dovremo però aspettare febbraio, mese in cui i GS arriveranno anche in italia per le date previste dalla loro tournè.
Nonostante la reunion della scorsa estate, sembra che Damon Albarn non pensi più ai Blur, tanto che sta per pubblicare un nuovo disco con i Gorillaz, a cui ne seguirà probabilmente uno dei "The Good The Bad and The Queen". I progetti paralleli però non hanno certo lasciato un segno quanto i Blur, una band che si può definire generazionale nel suo contraddistinguere gli anni '90 e un certo stile di vita ascrivibile a quel periodo. A celebrarli e ripercorrere la loro storia ci penserà un docu-film intitolato come uno dei loro pezzi: No Distance Left To Tun, che uscirà a gennaio nei cinema. Nell'attesa che ad Albarn, Coxon e soci torni la voglia di rimettere insieme il gruppo e regalarci qualche nuovo capolavoro.
Dopo l'uscita dell'ultimo "In This Light and On This Evening" ero curioso di andare al concerto degli Editors, per capire la resa dei nuovi pezzi dal vivo; la svolta elettronica infatti, su disco mi ha lasciato un pò perplesso e insoddisfatto. La prova del Palasharp purtroppo non cambia sostanzialmente la mia opinione: fatto salvo il singolo ultra-trasmesso "Papillon", la quasi totalità delle restanti nuove composizioni non sortisce grande effetto sul pubblico, me compreso. Chiariamoci, la tecnica è eccellente e c'è del buono anche nel loro uso dei synth. La sensazione però è che abbiano voluto cimentarsi in un genere che non gli appartiene, abbandonando invece un tipo di sonorità e una forma-canzone che ne avevano decretato il successo. Netta dimostrazione è il riscontro oggettivo della gente quando partono pezzi come "An End Has a Start", "Blood" o "Munich",che fanno saltare anche la sottospecie di mummia di Similaun che sta davanti a me e convinconoal 100%. Detto questo è stato comunque un live molto piacevole, grazie anche al sempre intenso e generoso frontman Tom Smith. Peccato soltanto abbia tralasciato in scaletta il pezzo scritto per la colonna sonora di New Moon: l'avrei vista bene con solo voce e pianoforte in una parentesi solitaria e toccante. In conclusione posso dire che gli Editors restano tra le band più meritevoli dal vivo, ma spero che questo cambio di rotta musicale sia stato soltanto un esperimento e ritornino presto a comporre qualcosa di più incisivo e smaccatamente rock.
Nel video qui sopra: "Munich" vista dall'obiettivo del mio cellulare