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martedì, giugno 09, 2009
Dancing Soulful Party


Il Dj set di Soulful Torino a cui ho assistito sabato sera nell'ambito del Novara Jazz Festival è stata un'altra di quelle convincenti dimostrazioni di quanto la musica del passato surclassi in qualità e stile quella attuale. 
La crew sabauda seleziona vinili originali di r’n’b dal '58 al '75, non fermandosi ai soliti successi alla Blues Brothers, ma proponendo chicche da veri esperti della blaxploitation. Produzioni minori e spesso scononosciute che però risultano ancora freschissime e sul dancefloor hanno un effetto irresistibile, attirando frotte di gente bella e sorridente. Un'atmosfera e un sound così lontani dall'imbruttito immaginario della discoteca di oggi, che mi è tornata la voglia di muovermi e ballare 'till late night!
Lasciatevi alle spalle band fotocopiate e dj che mettono la stessa roba da dieci anni, la vera figata sta nel riscoprire la storia della musica... e i Soulful Torino ve lo dimostreranno.
Maggiori info sul loro blog ufficiale.

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posted by The Rocksuckers at 12:00 PM

12 Comments:

Blogger Belguglielmo said...

Nooooo! La-musica-era-meglio-quando-c'era-Marvin-Gaye-i-New-York-Dolls-quelli-sí-che-spaccavano-l'aveva-già-fatto-Brian-Eno noooooooooooo!

6:07 PM 
Blogger The Rocksuckers said...

Non è nostalgia fine a se stessa però...purtroppo il panorama attuale è così desolante da far trovare consolazione solo nel passato. E' inutile stare a girarci intorno, la qualità si è notevolmente abbassata e forse un pò di memoria storica non guasta per ritrovare la via giusta.

6:29 PM 
Blogger Belguglielmo said...

Ma! Ma! Se ci sono uno spatasso di nuove band / dischi / singoli validi al minuto! Io tutto questo calo di qualità non lo vedo proprio. A meno di non parlare di un sottosottosottogenere specifico...

8:57 PM 
Blogger The Rocksuckers said...

Caro Belguglielmo, sono felice per te che vedi tutto questo mondo di bella musica... per quanto mi riguarda il 90% di quello che sta uscendo è fuffa. Non è questione di sottogeneri, è una considerazione in generale. C'è carenza di idee, appiattimento, omologazione... tutto quello che ascolto nel giro di poco scivola via senza lasciare il segno. Anche solo un paio di anni fa, senza andare tanto indietro, la situazione era decisamente migliore. Ma se tu hai nomi da consigliarmi che possano farmi cambiare idea, ben vengano!

11:05 PM 
Anonymous Anonimo said...

Intervengo sull'argomento.
Se si compie una valutazione quantitativa, allora siamo al top.
Se si compie una valutazione qualitativa allora, ahimè, siamo davvero di fronte ad un panorama poverissimo.
Mi spiace dirlo ma la musica "mordi e fuggi" e quindi consumistica, fatta da pseudo artisti con una vita "artistica lunga come un battito di ciglia, è figlia dei nostri tempi.
Tempi che credo avrai notato, sono poveri di valori, contenuti, idee.
Mi spiace, ma siamo in un periodo buio, anche musicalmente.
E se posso darti un consiglio, comincia a rifletterci: solo con la consapevolezza le cose potranno rimettersi in moto...

Dr Gonzo

10:26 AM 
Blogger Belguglielmo said...

Qualche pensiero:
- la memoria è selettiva.
Ma vi ricordate quanta e quanta merda si sentiva negli anni '90? Io avevo paura ad andare dal barbiere. Perché non è che allora le radio fossero abbondandti di Morrissey mentre ora c'è solo Lady Gaga.
- nella melma, i diamanti emergono più visibilmente.
Quando l'indie era veramente indie, si leggeva il Mucchio o quant'altro e si scovavano le perle che poi si sarebbero imposte e che si seguivano in concerto ecc. Ora è forse vero che adesso non abbiamo un nuovo Beck o Bjork o altro, ma è che l'indie e il mainstream sono una cosa sola e la qualità media è molto più alta, anche nelle referenze.
- Dissento totalmente dal Dr. Gonzo. La fruizione ideale della musica leggera è nell'approccio Pop, alla Andy Warhol. Io del rock reazionario e marmoreo e di tutti i complessi che si porta dietro non sento il bisogno. Che poi francamente quanti sono i dischi della storia veramente belli dall'inizio alla fine?
- boh, Birdy Nam Nam, zZz, Deerhunter, Zombie Zombie, M83, Kinky, Siberian, Holy Fuck, M. Ward, Gravenhurst, Shout Out Louds, Delorean, Florence & the Machine, Bronnt Industries, Benji Hughes, Padded Cell, Goose, Yuksek, Datarock, Fever Ray...

7:05 PM 
Anonymous The Rocksuckers said...

Mi piace questa discussione che si è innescata, anche se conciliare le opinioni qui è veramente difficile.

Parto col dire che il mio post decantava gli anni '60 e'70, non i '90. Inoltre la mia considerazione è limitata soprattutto agli ultimi due anni e non si riferisce all'intero decennio. Detto questo, come è possibile che io vedo un abbassamento generale della qualità e tu vedi l'opposto? La mia personale concezione di "qualità musicale" prevede talento compositivo, personalità, doti tecniche e capacità di innovare a prescindere dalle mode del momento. Queste sono le caratteristiche che hanno permesso ad alcune band di creare capolavori rimasti scolpiti nella storia e sono le stesse caratteristiche che mancano invece alle "new entries" di adesso. Conosco in parte i nomi che hai citato e apprezzo soprattutto Deerhunter, Shout Out Louds ed M83; ma francamente nessuno di questi può aspirare a far ricordare il proprio nome per più di una stagione, sono band che tanto piacciono all'indie-rocker patinato e pochi altri. Se vogliamo parlare di cose un attimino più "pesanti" non c'è nulla o quasi che possa reggere il confronto anche soltanto con i Radiohead o i Pearl Jam, per fare due nomi ancora in attività.
Credo che l'approccio pop vada bene fino ad un certo punto. Quando hai ascoltato tanto e sei troppo cresciuto per il punk e per le mode alla "new rave" senti il bisogno di qualcosa di maggior spessore. Qualcosa che faccio sempre più fatica a trovare, mentre sempre più spesso mi trovo ad imprecare contro acconciature assurde, jeans a sigaretta e ambigue velleità sessuali, che servono solo a nascondere l'assoluta vuoto cosmico musicale che c'è dietro.

11:37 PM 
Blogger Belguglielmo said...

Ah, ho capito, i Pearl Jam sono il nostro muro di Berlino. Li digerisco come una peperonata a colazione, una sinfonia di Mahler o l'integralismo monoteista. Di quei gruppi li', "spessi" come dici tu, ho avuto necessità durante l'iniziazione, quando sentire Robert Fripp, David Sylvian, Velvet Underground o i My Bloody Valentine mi dava un senso di sublime e mi inculcava i "fondamentali". Poi basta, non è che uno rilegge l'Iliade tutta la vita, no? E i capolavori scolpiti nella storia... l'espressione un po' più mi inquieta. Perché dobbiamo replicare per il rock lo stessa impalcatura delle arti classiche? (capolavori qua, epigoni di là, c'è la critica, la filologia, la reverenza assoluta, i busti scolpiti nel marmo...). LO so che è inevitabile, ma almeno non siamolo a vedere! E poi tu hai sempre bisogno di assoluto? Pasteggiare a caviale tutti i giorni non mi attira affatto. Tre minuti di "We own the sky" o "Belgian beer and catholic girl" mi sono più che sufficienti. Anyway ho anch'io i miei assiomi:
- la musica è esistita veramente solo tra il '77 e l'83
- più si cresce, più il punk fa bene
- l'ambiguità sessuale è indice di talento musicale (e viceversa).
In gamba Rocksuckers!

10:33 AM 
Anonymous Anonimo said...

Opinione personale, spero espressa nel modo più chiaro possibile.
Come diceva Clint Eastwood, le opinioni sono come i coglioni: ciascuno ne ha due.
Mi pare chiaro che tu ed io abbiamo opinioni diverse e temo non conciliabili.
Tu sposi l'idea che l'ambiguità sessuale sia indice di talento sessuale.
Io sostengo che ciascuno chiava come e con chi gli pare.
E non solo.
Sostengo che a prescindere dal come e con chi, sia ininfluente da un punto di vista musicale.
In secondo luogo non credo che si possa mettere a confronto un gruppo qualunque nato e morto negli ultimi 3-4 anni con dei mostri sacri della musica. I Pearl Jam sono un punto di riferimento, per le doti tecniche, umane, concettuali.
Ridurre il tutto alla semplificazione, mescolando con la non-idealizzazione un bel po' di consumismo musicale, porta a produrre tanto di qualità mediamente bassa.
Ti faccio un esempio "numerico". Escono 100 gruppi, di valore bassino ed 1 davvero notevole.
A me non viene da pensare che il livello medio sia buono, anzi. Mi viene da pensare "Cazzo, meno male che almeno uno serio è uscito".
In ultimo mi sento anche di aggiungere che il consumismo è il male principale della musica e della società.
Fagocitare gruppi e pseudo artisti non fa bene nè a chi la musica la fa nè a chi l'ascolta.
Poi non ti stupire se la musica è un corollario a tante cazzate (dalle esternazioni sulla propria sessualità, alle finte trasgressioni).
Una nota di carattere morale. Lascia stare Mahler, ha ispirato il 90% delle opere di uno dei più grandi uomini della letteratura moderna: Charles Bukowski.
O non va bene manco lui?

In gamba, eh!
Dr Gonzo

11:10 AM 
Blogger The Rocksuckers said...

In realtà ho citato i Pearl Jam non a caso, ma perchè sono un buon esemio medio di band di successo e di qualita, che è durata nel tempo.
Non ho scomodato i veri nomi spessi, non ci sarebbe paragone e comunque sarebbe assurdo pretendere di aspettarsi i nuovi Stones o Pink Floyd.
Non voglio mangiare caviale tutti i giorni, ci mancherebbe. Però vorrei qualcosa di diverso dai soliti hamburger di Mc Donald's, ogni tanto. Lasciando le metafore, mi piacerebbe che tra i tanti dischi e band del cazzo ogni tanto ci fosse qualcosa che lascia il segno. Senza esagerare, mi basterebbe qualcosa come sono stati i Franz Ferdinand o gli Strokes a loro tempo.
O quantomeno qualcosa che quando lo ascolti non ti dia l'idea che lo stai facendo solo perchè te lo suggerisce Pitchfork.

12:35 PM 
Blogger Belguglielmo said...

Rocksuckers hai ragione, magari basta solo aspettare un pochetto. In fondo anche i Radiohead il botto lo fecero dopo qualche album. Dr. Gonzo, lo so, sono un fottuto consumista della musica, e per me Mahler è l'anticamera dell'inferno (l'inferno essendo, beninteso, la salsa). Pero' tu sorridi d'ogni tanto, eh?

2:29 PM 
Blogger The Rocksuckers said...

Aspettiamo fiduciosi...c'è ancora metà anno per risollevare le sorti di questo 2009, non si sa mai!
Intanto grazie per lo scambio d'opinioni.
Cheers!

3:02 PM 

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