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martedì, aprile 21, 2009
La moda nel vino


Il sottofiletto di fassone che mi attendeva a cena richiedeva un vino adatto.

Un po' perchè a casa della mia gentile fidanzata tengo solo prodotti molto impegnativi (su cui svetta imponente un Gattinara S. Francesco 2003 di Antoniolo), un po' perchè avevo bisogno di depurarmi da una settimana fatta di riunioni, numeri e negoziati, mi reco nell'enoteca del mio amico Marco.

Appena varcata la soglia la mia attenzione cade irriguardosa su un paio di drappi zebrati posti in bella vista, dai quali emergevano alcune bottiglie griffate Cavalli. Lo stilista. Oddio, "stilista" è una parola grossa, visto che per lui oro giallo e leopardato sono sinonimo di buon gusto. Per me suonano più come sinonimi di pacchianeria da magnate russo.

Nonostante sapessi già che mi incazzavo come una vipera, indago sul prodotto della maison fiorentina, scoprendo che non solo il vino di Cavalli è figlio (ovviamente) di un uvaggio di viti "bastarde" e senza tradizione (merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc) ma che è
incensato alla pari del famoso uovo di Colombo.

Siti specializzati decantano l'amore del produttore ed il suo legame con la terra. Ma quale?? Quale legame??

Il tutto al modico prezzo di euro 46.

Ma come è possibile che un prodotto finto, senza una storia, senza un legame col territorio, che si fa forte solo di una bella confezione e di tanto marketing, possa ottenere anche un solo plauso?

E’ triste vedere come il vino sia scivolato nel limbo delle mode per palati facili senza cultura, in cui conta solo l’immagine e non la qualità.

Storia, sudore nei campi, letteratura e sensazioni lasciano il passo a mode futili e stupide; ed al pari di coloro che si sono riscoperti ipovedenti dopo l’ultimo San Remo, sorgono come funghi finti intenditori che decantano il vino dello stilista, frutto di una strategia in cui il cuore non è mai entrato.

Il vino è in primo luogo cultura ed è legato a filo doppio con la vita di chi lo produce e di chi lo beve. Cosa si può pensare di questa trovata? Nulla, se non la conferma del fatto che siamo un popolo di ignoranti pecoroni attratti da un drappo zebrato e dal desiderio di mostrare un benessere inesistente. Pronti a dimenticare il valore immenso della storia in favore di “reali finzioni” in grande fratello style, finti intellettuali che danno fiato ai denti con pensieri
preconfezionati e finti indipendenti omologati. Sono certo che Soldati si sta girando nella tomba, maledicendo questa generazione inutile che non sta dando nulla al mondo ma anzi sta impoverendo quello che è stato costruito nei decenni.

Dr. Gonzo

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posted by The Rocksuckers at 2:10 PM

7 Comments:

Blogger cornholio said...

...Ma poi l'hai comprata una bottiglia di vino o sei andato via sbattendo la porta?

5:51 PM 
Anonymous Anonimo said...

Ho comprato una bottiglia di barbera del 2006 Quass di Pecchenino. Ti dirò...elegante, profumata, molto fragrante. E vale tutti i 13 euri pagati in enoteca.
Però mi mancano i tannini dei nobili nebbioli piemontesi...ma come si suol dire: non tutti i gusti sono alla menta!
Dr Gonzo

9:36 AM 
Anonymous Anonimo said...

io mi son bevuto una bottiglia di Limoncello di Danny de Vito
e ti dirò era strabuona! ehhehe
ciaa
Carlino

12:25 PM 
Anonymous Anonimo said...

Dai paragonare il limoncello al vino mi sembra un filo esagerato! Comunque, solo per il fatto che lo ha prodotto il mitico Danny de Vito, lo avrei assaggiato anche io!
Dr Gonzo

1:00 PM 
Anonymous Giorgio Zanetti said...

Dr. Gonzo, bel post!
@Carlino, il problema del limoncello di Danny De Vito... è che sa di tappo.

4:29 PM 
Anonymous GRS said...

buahahah! grandissimo GZ! i tempi sono maturi. parlo io con Gino & Michele.

4:35 PM 
Anonymous Anonimo said...

Grazie Giorgio!
Dr Gonzo

4:46 PM 

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