Il klezmer diventa popNegli anni ‘60 con l’abbattimento di alcune frontiere culturali la musica della tradizione nomade riesce ad arrivare alle orecchie di alcuni lungimiranti occidentali. E’ nella sua forma elitaria e radical chic della world music che trova fortuna nei salotti buoni di New York come in Europa, diventando un fenomeno al confine col circense.
Goran Bregovich è senza dubbio la prima vera superstar del genere. Nato come animatore dell’underground di Sarajevo, poi membro della più influente band yugoslava Bijelo Dugma, ha saputo prima di ogni altro imporre la sua visione sul panorama internazionale legandosi abilmente al filone cinematografico del panorama balcanico post bellico. La consacrazione è arrivata per lui nel 1998 con il film di Kusturica “Underground”, vincitore quell’anno del Cannes Film Festival, pellicola che gli ha regalato molta popolarità soprattutto in Italia. La scelta poi di ricontestualizzare il concetto di orchestra nella sua accezione live ha fatto poi il resto. E’ infatti l’orchestra, la configurazione attraverso cui il gipsy beat si esprime ai massimi livelli. Teste di serie della scena sono la
Fanfare Ciocarlia, dalla Romania con il suo spettacolare spiegamento di timpani, trombe, corni e clarinetti e, direttamente dalla Macedonia, la
Kocani Orkestar, con cui ha collaborato anche
Vinicio Capossela.
(... continua)
F.Q.
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