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venerdì, aprile 24, 2009
Last Fm - son finite le brioches


L'avevamo annunciato qualche giorno fa. Neanche il tempo di metabolizzare la notizia ed ecco che l'incubo diventa realtà: Last Fm è diventato un servizio a pagamento. Poco importa che si paghino solo 3 euro mensili, c'è delusione perchè viene violato quel principio di gratuità che da sempre è la chiave del successo e della popolarità sul web. Ancora una volta a causa dei fottuti copyright, la rete perde un pezzo importante. Last Fm era ormai un riferimento che non solo permetteva l'ascolto gratuito della musica, ma favoriva la scoperta di nuovi artisti, informava sui concerti e metteva in contatti gli appassionati. Ora tutto questo sarà possibile solo per chi pagherà, ovvero una piccolissima percentuale dell'utenza. Quindi a meno di miracolosi cambi di rotta, son finite le brioches, come disse un noto dj. 1 minuto di silenzio per Last Fm. 

Etichette:

posted by The Rocksuckers at 3:36 PM

15 Comments:

Blogger Zeno Tomiolo said...

Ciao,

Spiace molto anche a me ma è anche vero che in tempi di crisi in qualche modo i soldi bisogna recuperarli.

Personalmente penso che 3 euro sia peraltro un prezzo molto basso che gran parte degli utenti può permettersi. Quindi apriamoli questi portafogli!

Così come penso che allo stato attuale delle cose siano importanti i copyright proprio perché permettono il sostentamento degli artisti. Questo nn toglie che nell'epoca del digitale il diritto d'autore non possa non essere rivalutato in una chiave creative.

A tutti piace il gratuito ma la qualità va pagata, penso.

ciao
z

4:49 PM 
Blogger Eazye said...

io elimino lo scrobbling e adesso lo userò solo per i concerti!
tié lastFM de me cojoini!

però purtroppo anche Zeno non ha torto..

5:03 PM 
Blogger The Rocksuckers said...

Ciao Zeno,

sono d'accordo che 3 euro siano un prezzo accettabile e per quanto mi ha dato finora Last Fm gliene darei anche di più a cuor leggero. Il punto è che la maggior parte degli utenti non è come me e te: per principio o per pigrizia, non paga. Il che equivale a dire che il traffico di Last Fm subirà per forza di cose una drastica riduzione. Meno traffico è uguale a meno popolarità, meno popolarità è uguale a non esistere, sul web. In men che non si dica nasceranno altri servizi gratuiti e tutto ricomincerà da capo. Tutto questo non credo possa servire a "sostenere gli artisti", mi sembra anzi controproducente.
Detto questo il mio non era un "j'accuse" verso Last Fm, di cui comprendo le necessità economiche. Era un amara constatazione di quello che succederà, anche a causa di quei copyright che come dici tu andrebbero rivalutati in chiave più creativa, ma soprattutto più umana.

5:21 PM 
Blogger cru7do said...

pago l'abbonamento già dal 2006 (sia pure con "salti" mensili), ma solo perchè uso molto la loro radio in streaming.
però non so quanto sia lungimirante questa loro scelta, tanto valeva sfruttare l'audio dei video di youtube come già fanno altri servizi

7:35 PM 
Anonymous Anonimo said...

Se qualcuno ha un modo (creaivo o meno) di reinterpretare il copyright che lo renda remunerativo per i creativi veri (cioè chi si inventa canzoni e quant'altro) e compatibile con il concetto di gratuità della rete si faccia avanti per favore: save the copyrhight save the world (cit.)

ELF

11:26 PM 
Blogger The Rocksuckers said...

Basterebbe anche soltanto limitare il copyright allo sfruttamento di tipo commerciale. Non ti pare assurdo che chiunque utilizzi una canzone per puro scopo divulgativo o di intrattenimento debba pagare dei diritti a qualcuno? La musica dovrebbe essere patrimonio di tutti, non il soggetto di un business freddo e calcolatore...

10:16 AM 
Anonymous Anonimo said...

Non sono troppo d'accordo...
il limite tra uso commerciale e non è molto labile (e la radio è tendenzialmente commerciale per natura). inoltre in un momento come questo il copyright è l'unica cosa che ancora permette agli artisti di continuare a vivere della loro musica, io credo che questo dovrebbe essere sempre più valido, non meno o finirà per diventare un hobby (con relativo abb generale della qualità)

ELF

11:15 AM 
Blogger The Rocksuckers said...

Non scherziamo fratello, il copyright è solo un freno capitalistico alla diffusione della cultura. Qualunque artista che crede in ciò che fa vuole innanzitutto la massima diffusione della sua arte e del suo messaggio. La remunerazione è secondaria e comunque la si può ottenere in molti altri modi. Già ora la maggior parte dei cantanti e delle band vive grazie ai concerti. La storia dell'"abbassamento generale della qualità" è solo un pretesto di chi non vuole perdere i suoi privilegi economici. La qualità della musica è data dall'ispirazione, non di certo dalle possibilità di spendere che un'artista ha.

p.s. sul copyright leggiti anche questo bell'articolo di Wu Ming 1:

http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/wm1_x_infoxoa.html

12:20 PM 
Anonymous Anonimo said...

Ma non diciamo fesserie!
Ma quale freno capitalistico!! Prova ad andare a fare la spesa al supermercato senza pagare, se riesci! Ogni attività deve essere remunerata. Semmai sarebbe il caso di evitare che si lucri in modo inadeguato, come spesso fanno o hanno fatto le grandi discografiche.
Però non venir a dire che è un freno capitalistico perchè fa davvero ridere i polli...

Alessio F.

2:20 PM 
Blogger The Rocksuckers said...

Non facciamo paragoni assurdi, Alessio: la musica non è una "merce" qualsiasi. E' arte, o così dovrebbe essere almeno. Ora, ogni attività artistica e creativa nei secoli passati è sempre stata sì remunerata, (non ho mai detto che non debba esserlo) ma non regolata da assurde regole "vampiristiche" come il copyright.
Questo perchè, come dicevo nel precedente commento, l'arte deve essere divulgata e tramandata il più possibile. Non può e non deve essere frenata da avvelenate logiche del profitto, che sono quanto di più lontano ci sia dalla purezza e dal genio di cui è fatta la creatività.
Cerca di essere meno materialista, qui non stiamo parlando di sacchi di patate, nel caso non ti fossi accorto!

2:39 PM 
Anonymous Anonimo said...

Allora secondo questa logica sessantottina se domani scrivi una raccolta di poesie me la prendo e la fotocopio.
Per la cronaca, di arte ci trovo poco nella musica che viene prodotta in questi anni. Cosa ci trovi di artistico in gruppi creati in modo sartoriale per soddisfare le esigenze del pubblico? E' arte nel marketing e onestamente bisogna essere dei ciechi per non vederlo.
Se non bastasse, pensa a Picasso.
Secondo te non si faceva pagare? E allora Guernica (pagato a peso d'oro dalla committenza)?
E tutta l'arte sacra rinascimentale elaborata su committenza pontificia?
Dai, via le fette di salame dagli occhi per piacere! E un po' più di concretezza!

Alessio F.

4:24 PM 
Blogger Zeno Tomiolo said...

Posso? sto leggendo un sacco di cose un po' così.

Ma lo sapete che la SIAE (e tutte le altre società estere che si occupano di ripartizione di diritti) è stata fondata proprio dagli artisti proprio per permettere loro di vivere di musica?

Poi possiamo parlare di degenerazioni del sistema (siae + case discografiche) o di modelli alternativi di business a fronte di un fenomeno di massa come quello della pirateria ma se vogliamo proprio dirla il modello del tutto gratis va a intaccare proprio gli artisti. E non è vero che ci si riesce a mantenere con i concerti: tutti gli artisti che conosco - a parte quelli top - hanno tutti un secondo lavoro e, soprattutto in italia, se la cavano con rimborsi spese.

Dai, nn buttiamo il bimbo con l'acqua sporca!
ciao
z

4:32 PM 
Blogger The Rocksuckers said...

Alessio:E' proprio vero che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire!
Non ho mai detto che l'arte non deve produrre dei guadagni, rileggi bene quel che ho scritto! E' la logica del copyright che ritengo sbagliata, perchè penalizza la musica e chi ne deve fruire.
Ben vengano le strade di altro tipo, come succede nel software con la creative commons, oppure l'open source... ma l'attuale sistema basato sui diritti è obsoleto e antidivulgativo.
In ultimo, il fatto di non ritenere "arte" la musica d'oggi, quella è tua opinione e comunque altro argomento di dibattito al di fuori di questo.

Zeno:So benissimo che la Siae è stata fondata dagli artisti, ma col tempo è diventata la peggior nemica del pubblico. E a parer mio il pubblico per un artista deve essere sempre la priorità. Riguardo alla pirateria può aver messo in crisi l'industria discografica, ma non di certo gli artisti. Quante band conoscevi 10 anni fa? Scommetto neanche 1/10 di quelle che hai potuto conoscere ed apprezzare grazie a Last Fm e al file sharing. Molte delle realtà che ascoltiamo oggi sono emerse e si sono affermate proprio grazie alla libera circolazione della musica, è un dato di fatto. Quanto al sostentamento: se una band non riesce a guadagnarsi da vivere con i concerti, dubito che possa farlo con i copyright sui proprio brani.

In generale:
sì alla tutela e al riconoscimento del lavoro degli artisti, sì un sistema di guadagno equo e condiviso, ma no al copyright che genera la crescita di altri interessi extra-musicali, alimenta l'avversione del consumatore e soprattutto limita la libera circolazione della musica.

5:45 PM 
Anonymous Anonimo said...

Ma per favore!
Ma in che mondo vivi? Nel fantabosco?
Sistemi equi e condivisi? Open source?

Mai pensato al fatto che se è una legge andrebbe rispettata?

Alessio

5:56 PM 
Blogger The Rocksuckers said...

Parlare con te e parlare con un termosifone, la soddisfazione è la stessa.

Mai pensato che la società e le sue leggi si possano migliorare anzichè obbedire ciecamente come un burattino telecomandato?

6:04 PM 

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