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martedì, marzo 17, 2009
Magritte@Palazzo Reale - Milano


Il sole primaverile richiama alla memoria la morbidezza delle langhe, di cui ancora un po' porto addosso l'odore.
Decido di violare la mia regola di frequentare Milano solo per esigenze lavorative e risalgo l'autostrada verso quell'imperitura cappa di smog ed abiti griffati: l'imminente chiusura della mostra su René Magritte e la mostra dei cimeli del rock mi fanno compiere questo passo contro natura.
Davanti Palazzo Reale si sviluppa chilometrica una coda di borsette Furla, jeans a sigaretta e finti intellettuali. Dentro le cose non migliorano perchè le sale sono troppo affollate ed i quadri non hanno neanche una minima didascalia.
Viste così, le opere di Magritte sono interpretabili al pari delle macchie di Rorschach: evidentemente lo spirito meneghino di ottimizzare i profitti domina anche l'arte e la cultura.
Conclusa la visita decidiamo di entrare nel tendone coi colori Virgin che occupa un lembo della piazza. Forse i 5 euro all'ingresso mi mettono di cattivo umore e così affronto il tutto con un po' di astio. La rassegna dei cimeli di Red Ronnie è un bel pout pourri di flipper, manifesti e qualche chitarra. Solo un Frank Zappa ignudo sul water mi strappa un piccolo sorriso e si aggiudica un micro file nella mia memoria, mentre tutto il resto scivola via, assieme all'odore di pipì che aleggiava costante e alla birra venduta al prezzo popolare di euro 6.
La compagnia di Paolo Conte al ritorno mi aiuta a digerire l'insostenibile milanesità di vendere e comprare tutto al triplo del prezzo reale, di recitare un benessere che in realtà sta svanendo, di fare le cose perchè "così fan tutti"; e mi scappa un "poverini" per tutti quelli che osannano Milano e quel modo di vivere.

Dr. Gonzo

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posted by The Rocksuckers at 4:13 PM

4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

viene da chiedersi cosa ti metta così a tuo agio da farti passare il tempo a giudicare chi sta in fila con te in cerca di segni della tua superiorità.

mi sa che sto molto meglio io a milano che te ovunque tu sia...

ELF Malefico
ps questo chiamasi commento acido snob e disilluso come solo a milano sappiamo essere

10:46 PM 
Anonymous Anonimo said...

Caro Elf Malefico,
prima di tutto complimenti per il tuo nickname: raramente se ne incontrano di così strampalati.

Ma veniamo a noi!
Come puoi pensare anche solo lontanamente pensare che un essere normodotato possa non trovarsi a proprio agio a pagare 6 euro uno birra?
O ad assistere ad una mostra in cui non riesce fisicamente a vedere i quadri che, per altro, mancano completamente di spiegazione?
O ad andare in giro in divisa con Ray Ban Fluo e jeans a sigaretta? Magari pontificando come fai tu su tutto?
O meglio, parlando per preconcetti-preconfezionati?
Lasciatelo dire: preferisco uno snob spocchioso a chi parla per idee prese col copia ed incolla.

Per inciso, io sto benissimo dove sto...non siamo troppo distanti in termini di chilometri, ma siamo distanti anni luce in termini di sincerità, umanità e capacità di vivere con gusto.

Adios,

Dr Gonzo

9:47 AM 
Anonymous Anonimo said...

l'arte non ha bisogno di didascalie per essere apprezzata............

carlino

6:37 PM 
Anonymous Anonimo said...

Carlino,
a meno che tu non sia un critico d'arte...
Diciamo che almeno due righe per opera non sarebbero state inutili. E magari anche una minima spiegazione dell'artista e del suo pensiero (come per altro succede in ogni mostra).
Certo...ars gratia artis non necessita di spiegazioni. Ma non è cosa saggia...
Dr Gonzo

9:50 AM 

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