Oggi il mio radar musicale puntato sul Down Under ha captato questi ragazzi di Melbourne, che recentemente hanno vinto il premio di Artist of the Year ai Musicoz Awards, la principale manifestazione dedicata ai musicisti indipendenti in Australia. Ora, evidentemente il singer Cameron Tapp mi ha colpito per lo stesso taglio di capelli di John Rzeznik dei Goo Goo Dolls (!), e i Borne potrebbero fare di cognome Coldplay (...), però dai, a me non dispiacciono. Certo, per quel poco che è possibile ascoltare, non li vedo come grandi innovatori nel panorama musicale mondiale, ma - se sapranno vendersi bene - potrebbero costruirsi un discreto futuro di gruppetto pop da ascoltarsi in scioltezza.
Impossibile (per me) trovare l'mp3, e purtroppo il magico mondo del vuvuvu non è molto informato, però - per qualche altro assaggio musicale - c'è l'immancabile Maispeis.
A conferma che la giornata non è poi così priva di stimoli, rieccomi con un altro post! Del resto un'idea del genere non può passare inosservata... sono soltanto io a trovarla assolutamente geniale? Solo una domanda: come posso giustificare l'uso di una pinzatrice di quelle dimensioni pur non dovendo mai, nel lavoro che svolgo, fare uso di una pinzatrice?
Mentre penso che oggi non c'è veramente un cazzo di interessante da postare, mi imbatto nella cover di questo singolo dei Partyshank e ovviamente cambio idea al volo! Non solo per l'assurdo quanto divertente titolo accompagnato da disegno, ma anche perchè il sound di questi due bizzarri djs londinesi non è niente male. Metriche "Grime" su basi elettroniche con abbondante uso di suoni stupidi da videogame, che sono una manna per il dancefloor. Sicuramente dal vivo spaccano e sarebbe interessante assistere ad un loro dj set...temo però che qui da noi siano poche le speranze di veder prosperare un simile genere. Per il momento quindi, non ci rimane che il solito maispeis.
Che fine ha fatto la Siouxsie Sioux che, alla fine degli anni '70, metteva a ferro e fuoco i palcoscenici esibendosi mezza nuda e con una svastica al braccio? Ormai quella punk attitude è svanita nel tempo, lei è un'attempata cinquantenne e fortunatamente si comporta come tale. Temevo che questo suo album da solista fosse un patetico tentativo di rieleggersi a riot girl per eccellenza, invece è stata una bella sorpresa constatare che ha percorso un'altra strada. Certo, ci sono sempre la sua inconfondibile inflessione dark e una scelta di suoni che rimanda inevitabilmente agli anni '80 ricordando non poco i suoi Banshees, ma al di là di questo Mantaray è un disco tranquillo e quasi d'atmosfera, dove Siouxsie si diletta nel crooning raffinato e inventa piacevoli melodie, dimostrando che la classe non è acqua. Non c'è nulla di rivoluzionario o che possa competere con ciò che ha fatto da giovane, intendiamoci... è pero' un album piacevole e affascinante, perciò ve lo consiglio. E già che ci siete fate un salto nel passato e procuratevi il seminale primo album, "The Scream".
Si parla ancora di Subsonica, anche se questa volta è interessata solo una piccola rappresentanza. Si tratta di Boosta, il poliedrico tastierista che in questi giorni si misura, oltre che sul palco, anche nelle sale cinematografiche. E' uscito infatti, quasi in contemporanea al disco dei Sbs, il suo lungometraggio "Surfin' Torino", che racconta - attraverso le testimonianze di torinesi doc - la trasformazione del capoluogo piemontese negli ultimi anni, da città industriale a centro di creatività e cultura. Un documento di memoria storica verso chi ha saputo cavalcare l'onda del cambiamento e manifesto di affetto nei confronti di un luogo che anche a noi piace molto frequentare, per i mille luoghi particolari che nasconde. Probabilmente non godrà di grande distribuzione nei cinema, quindi consigliamo di guardare il trailer a questo link e poi cercare la versione integrale via p2p.
State già festeggiando? Stando a quanto dichiarato al London Times, che non è proprio Novella 2000, la teppistella inglese - oggi 22enne - avrebbe intenzione di ritirarsi a 25 anni. In sostanza - dice - il suo obiettivo era quello di far soldi. Non ha neanche lontanamente intenzione di sbattersi come fece al tempo sua madre per mantenere la famiglia. Per carità! Nei piani di Lily pare dunque ci sia solo un altro album. Poi, tanto tempo da dedicare alle cose che contano, come ad esempio una casa in campagna con i polli e i maiali.
Seconda tappa del tour "L'Eclissi" per i Subsonica, all'indomani dell'uscita del nuovo album. Per fortuna Samuel e compagni aprono con "La Glaciazione", ma hanno pietà del pubblico, ovviamente impreparato sul nuovo lavoro, e basano la scaletta su quelli che ormai sono i classici del loro repertorio, da "Nuvole rapide" a "Aurora sogna", passando per "Discolabirinto", e per concludere con "Tutti i miei sbagli". Nel mezzo, i soliti 10 minuti di elettronica pura in stile dj set. E poi, qualche assaggio del nuovo album, che lascia trasparire la volontà di affrontare attraverso la musica argomenti di attualità. La guerra, ad esempio, che viene presentata nel crescendo di "Ali scure". Dal punto di vista dell'allestimento, ancora una volta i Subsonica non sbagliano: puntano sulla spettacolarità visiva, proponendo un sistema di illuminazione basato su immagini create da led colorati. Anche la disposizione sul palco è originale: i musicisti si presentano in una fila orizzontale, di fronte al pubblico, tutti allo stesso livello. Insomma, un ottimo concerto che ha entusiasmato il pubblico che affollava il PalaMalaguti, ma che - a mio avviso - mancava di passione, di quel certo "non so ché" (!) che differenzia un live dall'ascolto di un cd. Dal punto di vista tecnico, credo sia stato il concerto migliore dei Subsonica tra quelli che ho visto: esecuzioni impeccabili, non una sbavatura, Samuel si ricorda perfino le parole! Però urlare "jompa" di tanto in tanto non mi sembra sufficiente. Forse mi sto facendo condizionare dalle reviews dei Gogol Bordello (che peraltro non ho ancora visto, uff! Potere della suggestione...), ma se devo scomodarmi dal divano e/o spendere più di un'entrata in disco, vorrei qualcosa di più. Diamogli tempo, in fondo hanno appena ricominciato con i tour...
[foto non pervenute: sono arrivata col consueto ritardo ed ero in fondo... inutile scattare!]
Dopo alcuni ascolti, per la verità poco accurati, avevo accantonato In Rainbows bollandolo prematuramente con un "carino ma troppo molle, cazzo". Sapevo pero' che sarebbe arrivato il momento per rivalutarlo. E quel momento è arrivato insieme alla pioggia e al cielo plumbeo autunnale di questi giorni, che quasi istintivamente mi hanno portato a ripescare il disco nell'iPod e mandarlo in loop. Stavolta la scintilla è scoccata e quel che prima mi sembrava deprimente mi è sembrato avvolgente, ciò che mi appariva come debole si è trasformato in morbido e così via ogni delicata sfumatura di synth e arpeggio di chitarra ha assunto un senso diverso, trovando nella condizione metereologica attuale il suo contesto migliore. Non cambio del tutto opinione, perchè i capolavori dei Radiohead sono altri, ma di certo ora che lo vedo sotto questa nuova luce posso con certezza affermare che si tratta di un album riflessivo, maturo e molto curato. Come un buon vino pero', le sue caratteristiche si apprezzano specialmente se abbinato ad un certo piatto. In questo caso, il piatto ideale per In Rainbows, è la pioggia.
[Attenzione! Questo post contiene alte dosi di nostalgia! Nostalgia canaglia!]
10 anni esatti. Era il 22 novembre 1997 quando il corpo senza vita di Michael Hutchence venne ritrovato in una stanza del Ritz Carlton di Double Bay, Sydney. Una morte ancora senza una causa ufficiale, tra chi dice suicidio e chi dice accidentale soffocamento. A dire il vero non mi è mai importato molto. Il vero problema qui era che se n'era andata per sempre una voce fantastica, un grande artista che alla guida degli INXS aveva portato di prepotenza l'Australia al centro della scena musicale internazionale tra gli anni '80 e '90. Gli INXS li avevo purtroppo scoperti da poco (ero giovane ma fortunatamente immune dal virus Take That), grazie al Greatest Hits del 1994, che consiglio, per chi non li conoscesse. E' stato un colpo di fulmine. Convinta che prima o poi avrei raggiunto l'età minima per un concerto, li avevo studiati, riesumando vecchi album come il carichissimo Kick. E invece... Il mio primo (egoistico) pensiero, ancora stordita per la notizia appena ricevuta, è stato proprio questo: "Ecco... Non avrò mai la possibilità di vederli live".
Ad ogni modo, il ritorno sulla scena con la voce di J.D. Fortune personalmente non lo prendo in considerazione. Certo, "Pretty Vegas" non era male, e il canadese J.D. ha la fortuna di avere una voce molto simile a quella di Michael, ma... Non è lui. E va bene che gli INXS volevano andare avanti, mi sarebbe anche stato bene (sapevate che per un po' c'è stato anche Terence Trent D'Arby in pedana??), ma trovare il nuovo frontman con un reality show mi è parso proprio fuori luogo.
Quindi vi esorto (!) a ricordare così i veri INXS, sulle note di uno dei loro più grandi successi. Per sdrammatizzare, date un'occhiata alle acconciature... Bei tempi quelli!
Ascolta: New Sensation (da "Kick") Ascolta: Slide Away, duetto "postumo". Si tratta di una delle canzoni dell'album solista cui Hutchence stava lavorando, e che uscì nel 1999. La voce di Bono è stata aggiunta dopo la registrazione della traccia.
Nell'ambito della biennale di Venezia appena conclusasi, Dj Spooky ha presentato l'installazione "Africa Pavilion" e per accompagnarla musicalmente ha selezionato tra i suoi dischi quelli che più rappresentavano le diversità di ritmi e linguaggi del "continente nero". E' nato così il Ghost World mix, che Spooky ha deciso di mettere a disposizione integralmente e gratuitamente sul proprio sito. Per ascoltarle la compilation, scaricarla e approfondire la ricerca che l'ha originata, cliccate qui.
Alicia Keys non si chiama Alicia Keys? Il vero nome della star dell'r&b è in realtà Alicia Augello Cook! Ok forse è un po' troppo ambiguo e per questo giustamente non l'ha mantenuto. Certo che anche il "cognome d'arte" che si è scelta non è che si distanzi troppo dall'argomento...
Non avrei mai postato un suo pezzo credo, ma questa notizia mi ha strappato un sorriso e le sue quotazioni si sono decisamente impennate! Quindi dal nuovo album As I am, beccatevi il pezzo Lesson learned, che tra l'altro vede la partecipazione di un grande come John Mayer!
Ancora una volta, hanno lasciato il segno. Non solo sui miei timpani, che tuttora fischiano per la cartella di decibel assorbita una dozzina di ore fa, o sui miei piedi calpestati da metà dei presenti all’imballatissimo Alcatraz. L’hanno lasciato soprattutto in testa, dove estinto il fervore del live, resta il persistente senso di aver assistito a uno spettacolo unico e irriproducibile nelle sue deliranti sfumature. Dopo cinque concerti italiani nel giro di pochi mesi, sommati a chissà quanti altri in giro per il mondo, c’era la concreta possibilità che i Gogol apparissero un pò scarichi e meno entusiasmanti rispetto a quanto visto a Cascina Monluè lo scorso giugno. Un’illusione che dura poco perché bastano due minuti e il devastante startup con “Not a crime” l’ha già estinta, sprigionando un’energia istintiva impossibile da contenere, quasi fosse l’ora d’aria concessa al di fuori della “prigione” quotidiana, fatta di costrizioni e atteggiamenti pacati. Non resta quindi che bearsene, lasciandosi coinvolgere fino in fondo dallo sghembo Eugene Hutz, che guida i suoi attraverso una circense esecuzione di quasi tutto il repertorio e si riconferma instancabile macchina da spettacolo e brillante intrattenitore. Unico carburante una bottiglia di vino, che viene spesso resa partecipe dello show ed esibita fieramente prima di intonare in modo acustico e a luci basse il pezzo tributo “Alcohol”. Ma non c’è solo il baffuto frontman a conquistare il pubblico, anche il violinista Sergei è perfettamente a suo agio on stage e le due percussioniste/ballerine non sono da meno. A dirla tutta ognuno degli 8 elementi dà il suo apporto anche scenografico e sa perfettamente come muoversi e cosa fare. Il risultato è una corale e continua baraonda che ubriaca la vista e, insieme alla potenza di suono sprigionata dagli strumenti, rende il tutto semplicemente irresistibile. Dopo litri di sudore felice, arriva la fine e sembra quasi un’ingiustizia aver pagato solo 18 euri per tutte quelle emozioni, tanto che mi appresto subito ad acquistare una maglietta e la copia originale dell’album che ancora non possedevo. Ora questo dovrebbe essere un report, ma mi rendo conto che ormai si è trasformato in una vera dichiarazione d’amore e non potrebbe essere altrimenti. Chi li ha già visti forse mi può capire, a tutti gli altri invece dico: se non avete visto i Gogol Bordello, non avete mai visto un live.
p.s. la mia fotocamera non è stata in grado di fare foto decenti, ma per fortuna c'è sempre Flickr!
Da oggi la John Moores University di Liverpool ha un nuovo rettore: trattasi di Brian May, leggendaria chitarra dei Queen. La nomina arriva dopo il dottorato ad honorem in astrofisica, conferito a May in agosto come riconoscimento per l'importante contributo nel mondo dell'arte, e per aver avvicinato il grande pubblico alla scienza col suo libro "Bang! The Complete history of the Universe". Forse non tutti sanno che (o almeno, io non lo sapevo!) May stava studiando per il dottorato in astrofisica quando - nel1970 - insieme a Freddie Mercury e a Roger Taylor diede vita ai Queen. Dopo 37 anni - lievemente fuori corso - ha completato la tesi di dottorato, ed ora la sua chioma fluente sarà presente alle cerimonie di laurea e rappresenterà la Moores nelle occasioni speciali. Avevo giurato che non mi sarei mai iscritta di nuovo all'uni, ma vuoi mettere avere alla tua laurea Brian May al posto di Pier Ugo Calzolari (che comunque non si presenta mai)?
Pochi cazzi, amici... se nelle vene vi scorre ancora un pò di vita e non volete farvi risucchiare da un vortice di stronzate televisive o altre attività lobotomizzanti, stasera non potete mancare all'Alcatraz. Perchè se credete ancora nel live inteso come performance assoluta e totale e non solo come sterile esecuzione di canzoni, i Gogol Bordello sapranno accontentarvi. Non importa quanto il gipsy sound riesca a coinvolgervi su disco, o quanto il vostro fottuto integralismo indie vi chieda di snobbare questo concerto in favore di chissà quale cazzo di band di frocetti. Scendete dal piedistallo, sganciate questi fottuti 16 euro (una miseria per quello a cui assisterete) e vi assicuro che ringrazierete voi stessi per esserci stati sotto quel palco. Il pazzo Eugene vi aspetta e anche noi. Ci sarà da sudare. Ci sarà da pogare. Ci sarà da divertirsi.
Se vi piacciono Simian Mobile Disco, Digitalism e Thieves Like Us, tutti da noi segnalati negli scorsi mesi, dovreste apprezzare anche questo nuovo quartetto di Manchester che ne segue la tendenza stilistica: The Whip. Meno radicali dei loro pigmalioni, propongono un electro-rock decisamente più soft e con suoni e melodie che potrebbero aprirgli presto la strada del pop. Niente di sconvolgente intendiamoci, ma nella pochezza che ultimamente contraddistingue l'elettronica, sono quantomeno degni di nota. Per altre info andate sul loro MS.
Questo è uno dei tanti simpatici commenti dei critici inglesi sulla evidentemente meravigliosa performance della nostra eroina (!) Amy Winehouse nella prima data del tour inglese alla National Indoor Arena di Birmingham. Dopo l'imbarazzante esibizione agli EMA, altro fiasco (sempre per utilizzare termini che ci ricordino alcol, droga e quant'altro) per l'alcolizzatissima Amy, fischiata dai fans che - secondo quanto riporta la stampa inglese - hanno addirittura lasciato in massa la venue prima della fine del peraltro brevissimo concerto. Io l'avevo detto che mi ricordava Whitney Houston alle Olimpiadi di Torino...
Location surreale, piastrelle della nonna a terra, biliardino all’ingresso, gente simpatica alla cassa, birra a due euro. Tutto perfetto, peccato il sound system, semplicemente ridicolo. E dire che i ragazzi del circolo Garage nella Stalingrado d’Italia ce la mettono tutta, per cui lode al merito. Musicalmente parlando, il timido Gonzalez è proprio bravo e non delude anche in condizioni limite, anche quando troppi “ti ho addato ieri\gli ex otago spaccano\faccio la tour manager” coprono le sue leggiadre note. Un live a metà che ha comunque riscaldato una gelida serata post industriale in compagnia di buoni amici e qualche sorriso amaro. Oggi con Nikki mettiamo Heartbeats. Semplicemente organico.
Nella classifica delle idee più geniali dell'anno comparirà sicuramente quella di un centro di riabilitazione californiano, che ha pensato bene di organizzare un esclusivo live dei Queens Of The Stone Age per i suoi ospiti. Josh Homme e i suoi salgono sul palco, attaccanno a suonare e subito parte il refrain di "Feel good hit of the summer" che fa più o meno così: "nicotine, valium, vicodin, marijuana, ecstasy and alcohol… c-c-c-c-c-cocaine". Risultato: concerto interrotto e band catapultata fuori dall'edificio. Ora io mi chiedo: ma che cazzo si aspettavano, un'orchestrina country di vecchi bacucchi con testi bucolici? Non impazzisco per i QOTSA ma in questo caso hanno dato una vera lezione di stile, perciò è inevitabile riproporvi il pezzo "incriminato"
Visto che per il momento ci possiamo scordare di vedere "Control" in Italia, ripieghiamo su un altro bel film (almeno sulla carta) che uscirà invece il 23 novembre; si tratta di Factory Girl, basato sulla vita di Edie Sedgwick, attrice e modella della Factory di Andy Warhol, donna simbolo della contro-cultura americana degli anni '60. La critica finora non ha di certo incensato questa pellicola, ma sono curioso di vedere com'è stato rappresentato quel periodo d'oro artistico e musicale che proprio la Factory ha alimentato e contribuito a scolpire nella storia. Per il momento guardatevi anche voi il trailer e ascoltatevi Factory Girl dei Rolling Stones.
Non stiamo parlando dell’effetto para-farmacologico, ma della band a cui gli Interpol sembrano ispirarsi quandosi trovano on stage. Infatti, come Molko e soci, il gruppo di NYC ieri sera non ha convinto in versione live, confermando i sentori di un paio di anni fa quando li vidi all’ex Propaganda. Tecnicamente perfetti, ma senza quella energia che dovrebbe trascinare in una location come quella di un Alcatraz imballato di gente e colori. Questo il grosso limite degli Interpol “fuori dal solco”, troppo impegnati sul virtuosismo strumentale, ma poco sul lato umano, basando l’ora e 45 di scaletta claudicante su perni quali Slow Hands, Evil e Obstacle 1. Il resto è un brodo di nenie dal miglior revival new wave che innescano lo sbadiglio ad un pubblico per una volta e eterogeneo e non troppo frangettato. Troppo severo? Forse, anche se ci sono un paio di attenuanti. Il fatto che la sera precedente pare abbiano davvero spaccato in quel di Firenze e l’aver avuto come supporter il carnevale di Rio (!!!) dei Blonde Redhead.
A 4 anni dall'acclamato (almeno Down Under!) "Vulture Street", dall'Australia - chitarre alla mano - tornano i Powderfinger, con l'album che segna la riunione del gruppo dopo il progetto solista del leader Bernard Fanning, "Tea&Sympathy", vincitore tra l'altro dell'ARIA Award 2005 come miglior album australiano. "Dream Days at the Hotel Existence" è il sesto album della band di Brisbane. Uscito in Australia il 2 giugno scorso - anticipato dal singolo "Lost and Running" -, arriverà in Europa il 19 novembre, data in cui è prevista appunto l'uscita nello UK. L'album di Fanning & Co. ha subito conquistato la vetta delle classifiche australiane, confermando la qualità di quella che è forse la migliore e la più amata delle rock band Aussie del dopo-INXS. Nonostante il successo di critica, c'è chi non ha mancato di notare che in fondo i Powderfinger non hanno voluto aggiungere nulla di nuovo al loro repertorio. Diciamo che c'è del vero, ma questo nuovo album di sicuro non delude. E poi, l'uscita in UK potrebbe finalmente portarli in Europa (intesa come continente...). Anche perché non si capisce bene come mai dalla terra dei canguri abbia sfondato qui da noi Kylie Minogue e non un bel rock classico del Queensland! For more info, ovviamente anche i Powderfinger hanno il loro Maispeis.
Buffetlibre DJ's & Friends "Verbena Selected" is more than just a newsession; it's a unique initiative. Artists such as Simian Mobile Disco, Just Jack, Dragonette, Midnight Juggernauts, Shitdisco, Yelle, Alex Gopher, D.I.M. and Loose Cannons to name but a few have worked together with Buffetlibre DJ's in selecting tracks for this new set. Each artist has freely chosen a song by another artist to form part of the session."Verbena Selected" (mp3) is now available for free download on the following link!
Disponibile in download gratuito dal loro sito ufficiale un nuovo pezzo per i Futureheads. La band è al lavoro sul terzo album che uscirà nel 2008 e ha voluto dare un'anticipazione agli iscritti della loro newsletter. Vi risparmiamo lo sbattimento della procedura linkandovi direttamente l'energica Broke up the time. Disponibile anche il video della canzone, che potete vedere a questo link.
Come recita la didascalia del genio che ha postato questo video su Youtube, Yellow Ledbetter è senz'altro la quintessenza della canzone incomprensibile. A parte il fatto che ora non potrò più ascoltare questo classico degli anni '90 senza canticchiare il nuovo testo riadattato, mi sento un po' sollevata nel vedere che nemmeno gli English speakers capiscono un tubo di quel che canta Eddie Vedder. C'è speranza per tutti!
Tutta la storia del famoso stereo portatile "Ghettoblaster" (anche conosciuto come Boombox) raccontata in un museo online di 24 pagine. Foto che ne documentano l'evoluzione, rarità prodotte e le innumerevoli apparizioni in film e telefilm, per saperne un po' di piu' su quest'oggetto entrato di diritto a far parte dell'iconografia anni '80.
E' stata una lunga settimana, culminata oggi con lo sciopero dei trasporti che riesce a togliere anche il piacere del venerdì. Non avreste voglia di spaccare qualcosa per sfogarvi? Credo di sì, ma onde preservare il vostro posto di lavoro è meglio farlo in maniera virtuale. Cubicle Freakaout è un simpatico giochino dove potete fare a pezzi quel che vi circonda, a partire dall'odiato pc che si impalla proprio nei momenti peggiori. C'è anche un indicatore dello stato di stress...se schizza troppo in alto avrete anche un buon pretesto per prendervi una vacanza!
Ecco un altro bel servizio web 2.0 da provare: Idiomag è un magazine musicale online... che si personalizza secondo i vostri gusti. E' possibile scegliere tra 2 opzioni: inserire le 2 band o artisti preferiti, oppure utilizzare il proprio username di Last Fm (o altri social network musicali) e in base a questi dati il software creerà una rivista digitale con news, articoli e video attinenti al vostro profilo. Non è finita perchè una volta registrati il sito aggiornerà automaticamente il vostro magazine quotidianamente, e last but not least, vi darà anche la possibilità di condividerlo con gli amici. Non male no?
Quando si parla dei Babyshambles non si sa mai se arriva prima la loro musica o la fama del tossicissimo Pete Doherty, ormai più paparazzato del principino William. Certo il nuovo album della band non si puo' definire proprio un capolavoro e di conseguenza l'attenzione si concentra sempre e solo su di lui e il suo spregiudicato stile di vita. Ma è giusto seguire questa pseudo telenovela rock o dovremmo buypassare automaticamente tutto cio' che fa prima pagina del "Sun" e occuparci solo del lato musicale di Pete e soci? E inoltre: perchè mi sto ponendo delle domande a cui non so rispondere? Facciamo così, eccovi 2 link: il video in cui Pete Doherty si fa una pera, molto chiaccherato in questi giorni, e il nuovo video dei Babyshambles dal titolo "You talk". A voi l'ardua scelta.
Restando in tema di musica italiana, segnaliamo che è ripartita Radio Rockit, che propone "on demand" tutte le novità del panorama indie italiano. Nella chart di questi giorni vanno forte Ex-Otago, Amor Fou e My Awesome Mixtape, è infatti stata introdotta la possibilità della votazione per gli utenti. Attualmente è inoltre ascoltabile per intero il disco di Howie B vs Casino Royale “ Not in the face” e "Forget About" di Kiddycar.
L'Enoteca di Enver presenta "Succo e Polpa", una compilation di inediti pop, indipendenti e italiani in libero download. 11 tracce tra cui compaiono Canadians, My Awesome Mixtape, Fr Luzzi e Le Man Avec Les Lunettes. Una bella iniziativa, realizzata grazie anche alla non scontata disponibilità delle band sopra citate, che si affianca a quella del blog Indie Riviera con l'Ingmar Bergman Ep. Scaricate e diffondete!
p.s. ma quanto fa "eighties" il Billy usato per la cover?
L'alcolica performance di Amy Winehouse agli Mtv Europe Music Awards...credo di non aver mai sentito niente di peggio in vita mia. Mi fa lo stesso effetto delle unghie sulla lavagna! Ora ditemi che non avranno il coraggio di mandarlo in replica...
Fino a poco tempo fa avevamo l'appuntamento settimanale con le "favourite covers", in cui proponevamo le copertine vecchie e nuove che piu' ci piacevano. (A proposito, per vederle tutte non dovete far altro che cliccare sull'apposita etichetta nella sidebar) Dopo averne postate quasi un centinaio pero' la ricerca e le scelta si erano fatte troppo ardue e abbiamo preferito concentrare altrove le energie. Tuttavia agli amanti della "cover art" che non possiamo piu' soddisfare consigliamo Sleevage, un blog che si basa proprio su queste piccole opere d'arte, non limitandosi a mostrarle, ma approfondendo con recensioni che spiegano a fondo il processo creativo della realizzazione. Bookmarkatevelo!